La storia

Il cambio della sede che ha coinvolto CNA nell'anno 2000 ha sicuramente aperto un nuovo millennio all'insegna della novità e del rinnovamento, dalla sede in via Emilia 25, occupata a partire dal 1966.

Le Origini

La storia ha inizio quando un gruppo di artigiani imolesi, che ruotavano intorno ai fratelli Contavalli, a Cavallazzi, a Caroli e a Vighi, finita la guerra, si prese a cuore la necessità di costruire una Organizzazione Democratica e Unitaria degli Artigiani.

Il nucleo iniziale dell'associazione imolese contava non più di una dozzina di artigiani, fabbri, calzolai e falegnami. Il presidente Secondo Cavalli era il punto di riferimento per i collegamenti fra Imola e Bologna.

La prima vera sede arriverà solo nel 1957, in seguito alla legge 860/1956 che regolamentava le caratteristiche ed i requisiti delle imprese artigiane e gli organi di autotutela della categoria. La sede si trovava in via Mazzini 33. Prima di questa, ci si era articolati tra vari spazi più o meno disponibili, una stanza o un'altra nel cuore della città, la casa della famiglia Contavalli, una stanza nell'ex casa del fascio e poi in via Cosimo Morelli.

L'impegno espresso da queste persone fu notevole; forti sicuramente le motivazioni, di giorno artigiani, di sera impiegati: dalle otto di sera alla mezzanotte seguivano pratiche per altri artigiani, collaboravano nella compilazione dei documenti, fornivano consigli anche tecnici, tanto che in poco tempo il loro servizio si estese anche ai comuni limitrofi.

Dagli Anni Cinquanta a Oggi

Erano i tempi in cui la città di Imola vedeva i licenziamenti politici della Cogne, che da episodio negativo divenne stimolo per l'artigiano imolese, che vide trasformarsi tanti ex-dipendenti in imprenditori artigiani.

Dal 1956 con l'entrata in vigore della legge n. 860 istituiva dell'Albo Provinciale delle Imprese Artigiane ci si trovò di fronte alla necessità di realizzare una struttura stabile e non più basata solo sull'impegno volontario.

Nel 1957 fu assunto il primo impiegato, Ivo Musconi.

Nel 1960 la svolta sindacale dell'associazione, che attraverso la partecipazione alle manifestazioni provinciali e nazionali trasmise agli artigiani la consapevolezza di voler uscire dal loro tradizionale isolamento per aprirsi al confronto con il mondo politico-istituzionale e con le altre realtà socio-economiche.

Nel 1970 gli artigiani imolesi sono ancora in primo piano nel raccogliere firme per la Legge Popolare per la Pensione.

Nel 1977, con l'XI Congresso Nazionale, la CNA diventa una grande Confederazione a statuto unico a carattere nazionale, unitaria, democratica e pluralista. Anche il nome cambia: non è più Artigiano Provinciale Bolognese, ma CNA della Provincia di Bologna.

La grande struttura organizzativa dei servizi è nata agli inizi degli anni Settanta con l'introduzione della riforma tributaria del 1973. L'obiettivo per cui fu creata era quello di rispondere ai bisogni indotti dai nuovi adempimenti fiscali di massa che la riforma introduceva a carico dei piccoli imprenditori. Successivamente negli anni Ottanta si iniziarono a utilizzare strumenti contabili utili a ricavare un'analisi che fosse utile per orientare l'imprenditore nelle scelte gestionali.

Dal 1993 un'altra grande svolta, la CNA Imolese ottiene la tanto desiderata autonomia giuridico-istituzionale dalla CNA Associazione Bolognese, progetto che aveva trovato le sue origini fin dal 1977. Dopo le prime fatiche, la CNA Imolese iniziava la grande avventura, che dopo varie difficoltà è riuscita, grazie anche alla collaborazione dei dipendenti, a essere motivo di grandi soddisfazioni.

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