BUONI PASTO ESCLUSI DALLA RETRIBUZIONE

Secondo quanto previsto dall’art.51,comme 2,lettera c del Tuir, non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, compreso quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro gestite da terzi, nonché le prestazioni sostitutive delle stesse, tra cui i buoni pasto, fino all’importo giornaliero di €8.00 in caso di buoni elettronici o 4.00€ in caso di buoni cartacei.

Ai fini contributivi, il DL333/92, ha escluso dalla base imponibile in quanto non considerati parte della retribuzione del lavoratore, salvo che gli accordi ed i contratti collettivi, anche aziendali, dispongano diversamente. Anche la Cassazione, con sentenza n.20087 del 21 luglio 2008, ha espresso un analogo principio: se nulla viene previsto contrattualmente, il servizio mensa rappresenta un’agevolazione di carattere assistenziale, non un corrispettivo obbligatorio della prestazione lavorativa.

Fonte: ilsole24ore